PREVIDENZA COMPLEMENTARE: DA SCELTA A NECESSITÀ. RIFORMA DEI FONDI PENSIONE NON PIÙ RINVIABILE
di Massimiliano Gallina | pubblicato il 9 ottobre 2025
Con gli assegni della pensione pubblica in costante diminuzione, il trattamento integrativo non può più essere considerato complementare ma cruciale per il futuro tenore di vita dei lavoratori. Nonostante questa evidenza, solo il 28% della forza lavoro aderisce oggi alla previdenza di secondo pilastro. Da qui l’appello di Assogestioni: “La riforma dei fondi pensione non è più rinviabile”, serve una riforma mirata per un vero rilancio, come sottolineato dalla presidente Maria Luisa Gota sul Corriere della Sera.
PREVIDENZA COMPLEMENTARE: DA SCELTA A NECESSITÀ
Le proposte per un salto di qualità del sistema sono chiare e molteplici, a partire dalle modalità di adesione: automatismi in entrata, flessibilità in uscita e più libertà di investimento le priorità per rafforzare il secondo pilastro previdenziale.
Uno spunto di educazione finanziaria arriva dalla Germania, con la proposta di introdurre un bonus mensile per i bambini dai 6 ai 18 anni per integrare le pensioni future e spingere i genitori all'investimento. “Per ora è solo una proposta - spiega Gota al Corriere della Sera. In ogni caso direi che è un’iniziativa vera di educazione finanziaria, una spinta gentile nella giusta direzione per far riflettere seriamente le famiglie sulla necessità di porsi subito il problema”.
RIFORMA DEI FONDI PENSIONE NON PIÙ RINVIABILE
Secondo l'ultimo Edufin Index 2024, l'Italia è ancora "bocciata" in alfabetizzazione finanziaria, con un indice fermo a 56/100. Insomma, non ancora sufficiente per affrontare un contesto economico instabile e complesso, soprattutto per prendere decisioni economiche pienamente consapevoli.
Perché la cultura finanziaria degli italiani non è ancora da 6? È cruciale implementare con urgenza una riforma strutturale, volta anche a potenziare la previdenza complementare: il rafforzamento del secondo pilastro previdenziale rappresenta una priorità strategica ineludibile per il futuro economico e sociale del Paese.
