L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE? UNA DISRUPTION POSITIVA, MA LA FIDUCIA RESTA CENTRALE
di Massimiliano Gallina | pubblicato il 19 marzo 2026
Che effetti avrà I'intelligenza artificiale nel mondo della consulenza finanziaria? Per Gian Maria Mossa, amministratore delegato di Banca Generali, la risposta risiede nel valore insostituibile della relazione. "La fiducia, il supporto emotivo nei cali di mercato e la comprensione dei bisogni restano elementi umani insostituibili. Nella gestione della complessità patrimoniale delle famiglie italiane non vedo troppo spazio per una macchina, anche se intelligente. La relazione di lungo periodo tra cliente e banker non è sostituibile”.
L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE? UNA DISRUPTION POSITIVA
Nella gestione patrimoniale, di fatto, la tecnologia non può colmare il bisogno di una relazione fiduciaria di lungo periodo. Elementi quali il supporto emotivo nelle fasi critiche dei mercati e la comprensione profonda delle dinamiche personali rimangono prerogative umane insostituibili che nessuna macchina, per quanto evoluta, può replicare integralmente. Il futuro della consulenza, dunque, non sarà un aut-aut tra uomo e macchina, ma un modello ibrido.
CONSULENZA FINANZIA, LA FIDUCIA RESTA CENTRALE
“L’intelligenza artificiale servirà a migliorare il lavoro dei banker e non sostituirà il servizio dei consulenti. Anzi, ci farà crescere - commenta Mossa. - È una disruption molto positiva: porta efficienza, aumenta la produttività e semplifica i processi operativi con un supporto molto competente in ambito finanziario. Ai banker resta il compito di farne buon uso per intensificare la relazione e la qualità del servizio”. L'innovazione, pur confrontandosi con giganti tecnologici globali, abilita l'efficienza lasciando al professionista il compito fondamentale di governare lo strumento per generare valore, sicurezza e fiducia con l’investitore.
