DIFESA, SPAZIO E CYBER: I PILASTRI DELLA SOVRANITÀ EUROPEA. PUNTIAMO SU RESILIENZA DIGITALE E FORMAZIONE
di Massimiliano Gallina | pubblicato il 21 gennaio 2026
In un mondo sempre più interconnesso, la sicurezza nazionale non si misura più soltanto lungo i confini fisici, ma si gioca in quella che Bruno Frattasi, direttore generale dell'Agenzia per la Cybersicurezza, definisce la "zona grigia", ovvero lo spazio cibernetico in cui si intrecciano interessi civili, industriali e strategici.
DIFESA, SPAZIO E CYBER: PILASTRI DELLA SOVRANITÀ EUROPEA
“Oggi - spiega Frattasi su Milano Finanza - siamo davanti a una minaccia che è globale, dove gli attori sono globali e in cui lo spazio non ha confini. Non si può più disgiungere la solidarietà digitale nazionale da quella europea. Le capacità nazionali vanno implementate. Se così non fosse, la debolezza di uno ricadrebbe a catena sull'intera alleanza”. Difesa, spazio e cybersicurezza, dunque, non vanno visti come compartimenti stagni, ma pilastri di un unico ecosistema. In questa sfida, l'intelligenza artificiale emerge come una risorsa decisiva. Ma la tecnologia da sola non basta. La vera architettura della sicurezza deve poggiare su due leve umane fondamentali: la formazione di competenze specialistiche e una consapevolezza diffusa tra i cittadini.
PUNTIAMO SU RESILIENZA DIGITALE E FORMAZIONE
“Ci vuole una cittadinanza informata - continua il direttore dell’ACN - e abbiamo bisogno di capitale umano con competenze specifiche: senza queste due leve, nessuna architettura di sicurezza può reggere. Dovremmo insistere sulla formazione. È fondamentale la cultura diffusa della consapevolezza, quella che chiamo consapevolezza del rischio cyber, anche tra i cittadini. Oggi tutti usano mezzi digitali non rendendosi conto del rischio connesso all'uso di questi strumenti: truffe, tranelli, violazione della privacy e quindi della libertà”.
