OPERE D'ARTE: IVA AL 5% PER RILANCIARE LA COMPETITIVITÀ DEL MERCATO ITALIANO
di Massimiliano Gallina | pubblicato il 22 luglio 2025
Era una notizia che il settore aspettava da tanto: l’IVA sulla cessione dell'acquisto sulle opere d'arte in Italia scende dal 22% al 5%. Dopo anni di attesa, la riforma interviene su un assetto fiscale che da tempo penalizzava il mercato dell'arte italiano rispetto al contesto internazionale, dove vigono regimi agevolati nel settore artistico: per esempio la Francia (IVA al 5,5%) e la Germania (IVA al 7%).
OPERE D'ARTE, L'IVA SCENDE AL 5%
Si tratta, quindi, di un risultato che permette di rilanciare la competitività del mercato interno dell'arte, favorendo investimenti e crescita dell'intero comparto culturale. Una svolta che riporta l'Italia a essere competitiva nello scacchiere europeo, rendendo di fatto il nostro Paese maggiormente attrattivo per artisti, gallerie e collezionisti provenienti da tutto il mondo. "La speranza - commenta Franco Broccardi, partner e co-fondatore dello Studio Lombard DCA sul portale Artribune - è che il mercato e il sistema dell’arte italiano possano incrementare il proprio peso. Siamo certamente diventati più competitivi rispetto ad altri Stati o forse, per meglio dire, possiamo combattere ad armi pari senza lo svantaggio di una aliquota penalizzante".
RILANCIAMO LA COMPETITIVITÀ DEL MERCATO ITALIANO
L'aliquota agevolata potrà, dunque, favorire un incremento della competitività del sistema italiano rispetto alle piazze più dinamiche del mercato internazionale dell'arte, contribuendo a stimolare investimenti, transazioni e nuove opportunità di crescita per il comparto. Ne beneficia, così, l'intera filiera del mercato dell'arte, dai galleristi ai restauratori, dai trasportatori agli artisti emergenti, con effetti moltiplicatori sull'indotto culturale ed economico.
